giovedì 25 giugno 2009

Corsi universitari e programmi dal 2001-2002 in avanti


2016-2017

I semestre


Quadro complessivo
LUN                 MART                     MERC  
09   SFP
10   SFP                               
11   SFM          SFP                          SFM (seminario)
12   SFM          SFP (seminario)      SFM


13   RICEV      RICEV
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Storia della filosofia politica (Progettazione educativa)
Rivoluzione, restaurazione e grandi crisi storiche

Il movimento della storia umana è il risultato di conflitti profondi, che determinano l'insorgenza di grandi crisi storiche. Le rivoluzioni, le restaurazioni ma anche le guerre sono la conseguenza e la manifestazione di queste dinamiche. E' possibile cogliere il filo del progresso, che definisce l'essenza dell'età moderna, pur nella contradditorietà di questi processi? Alla luce di queste tematiche, il corso si propone di approfondire alcuni fondamenti filosofici della modernità e il modo con il quale sono stati affrontati dalle principali tradizioni politiche, liberalismo, conservatorismo, materialismo storico.

Programma

1) Stefano G. Azzarà: Restaurazione e rivoluzione passiva nel ciclo neoliberale (dispensa, sarà messa a disposizione dal docente).

2) Stefano G. Azzarà: L'imperialismo dei diritti universali. Arthur Moeller van den Bruck, la Rivoluzione conservatrice e il destino dell'Europa, La Città del Sole, Napoli 2011 (esclusa l'appendice con la traduzione dei testi di Moeller).

3) Stefano G. Azzarà: Friedrich Nietzsche dal radicalismo aristocratico alla Rivoluzione conservatrice. Quattro saggi di Arthur Moeller van den Bruck, Castelvecchi, Roma 2014 (esclusa l'appendice con la traduzione dei testi di Moeller).

4) Domenico Losurdo: Un mondo senza guerre, Carocci, Milano 2016.

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Storia della filosofia moderna (Organizzazione e gestione dei servizi educativi)

La storia della modernità è la storia del concetto universale di uomo e della progressiva affermazione della libertà umana nella cornice dello Stato democratico. Il corso si propone di approfondire i fondamenti filosofici di questa epoca, ma anche di studiarne gli elementi di crisi. La modernità è stata infatti un campo di forze nel quale si sono confrontati progetti diversi e spesso alternativi. Le stesse tendenze antimoderne, assieme al postmodernismo oggi egemone, possono essere comprese solo al suo interno.

Programma

1) Stefano G. Azzarà: Democrazia cercasi. Dalla caduta del Muro a Renzi: sconfitta e mutazione della sinistra, bonapartismo postmoderno e impotenza della filosofia in Italia, Imprimatur Editore (tranne introduzione e conclusioni).

2) Stefano G. Azzarà: Ernesto Laclau: populismo e “egemonia” come ridefinizione postmoderna dell’universalismo politico (dispensa: sarà fornita dal docente).

3) Stefano G. Azzarà: Il Mito Transpolitico nella crisi delle culture della destra e della sinistra novecentesche (dispensa: sarà fornita dal docente).

4) Stefano G. Azzarà: Un Nietzsche italiano. Gianni Vattimo e le avventure dell'oltreuomo rivoluzionario, manifestolibri, Roma (tranne l'introduzione e l'intervista conclusiva).

5) Emiliano Alessandroni: Potenza ed eclissi di un sistema. Hegel e i fondamenti della trasformazione, Mimesis, Milano 2016 (pp. 9-79, 83-91, 162-184)


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2015-2016
I semestre

Quadro complessivo
LUN              MART                   MERC  
10   SM         SM (seminario)      FP (seminario)
11   FP           SM                         SM
12   FP           FP                          SM
13   RICEV    RICEV
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Storia della filosofia politica
La democrazia moderna tra conflitto politico-sociale e conflitto filosofico e culturale

Possiamo ancora parlare di democrazia in Italia? Mutamenti imponenti hanno svuotato gli strumenti della partecipazione popolare, favorendo una forma neobonapartistica e ipermediatica di potere carismatico e spingendo molti cittadini nel limbo dell’astensionismo o nell’imbuto di una protesta rabbiosa e inefficace. Al tempo stesso, in nome dell’emergenza economica permanente e della governabilità, gli spazi di riflessione pubblica e confronto sono stati sacrificati al primato di un decisionismo improvvisato.
Dietro questi cambiamenti c’è però un più corposo processo materiale che dalla fine degli anni Settanta ha minato le fondamenta stesse della democrazia: il riequilibrio dei rapporti di forza tra le classi sociali, che nel dopoguerra aveva consentito la costruzione del Welfare, ha lasciato il campo ad una riscossa dei ceti proprietari che nel nostro paese come in tutto l’Occidente ha portato ad una redistribuzione verso l’alto della ricchezza nazionale, alla frantumazione e precarizzione del lavoro, allo smantellamento dei diritti economici e sociali dei più deboli. Intanto, nell’alveo del neoliberalismo trionfante, si diffondeva un clima culturale dai tratti marcatamente individualistici e competitivi. Mentre dalle arti figurative alla filosofia, dalla storia alle scienze umane, il postmodernismo dilagava, delegittimando i fondamenti e i valori della modernità – la ragione, l’eguaglianza, la trasformazione del reale… - e rendendo impraticabile ogni progetto di emancipazione consapevole, collettiva e organizzata.

Programma
1) Stefano G. Azzarà: Democrazia cercasi. Dalla caduta del Muro a Renzi: sconfitta e mutazione della sinistra, bonapartismo postmoderno e impotenza della filosofia in Italia, Imprimatur Editore (tranne introduzione e conclusioni).

2) Ernesto Laclau, Chantal Mouffe: Egemonia e strategia socialista. Verso una politica democratica radicale, Genova, Il melangolo, 2011 (le parti da studiare verranno indicate nei primi giorni di lezione).

3) D. Losurdo: Il revisionismo storico. Problemi e miti, nuova edizione accresciuta (con un capitolo su N. Ferguson), Laterza 2015 (le parti da studiare verranno indicate nei primi giorni di lezione).

4) Emiliano Alessandroni: Ideologia e strutture letterarie, Aracne Editrice (solo la parte sull’ideologia).

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Storia moderna
Nietzsche e la politica di massa, dalla Rivoluzione conservatrice all’individualismo postmoderno

È la stessa cosa leggere Nietzsche alla fine dell’Ottocento, quando è ancora vivo il ricordo della Comune di Parigi e i ceti dirigenti tedeschi tremano di fronte all’avanzata socialista, e leggerlo qualche anno dopo, quando le ambizioni di una Germania baldanzosa e in impetuosa crescita spostano l’attenzione dalla lotta di classe interna al conflitto esterno latente con le altre potenze continentali? Ed è la stessa cosa, infine, leggerlo nel 1919, quando una sconfitta disastrosa e un cambiamento rivoluzionario di regime hanno mostrato quanto fosse fragile l’unità del paese?
Arthur Moeller van den Bruck è il padre della Rivoluzione conservatrice tedesca e le sue tesi anticipano molte posizioni di autori come Spengler, Heidegger o Jünger. Nel suo sguardo, il Nietzsche artista e profeta, il genio avanguardistico che presagisce la nuova cultura europea in gestazione ma che nel suo desiderio snobistico di distinzione condanna se stesso a decadere con la propria epoca, rinasce alla svolta del secolo come l’intellettuale che trasvaluta in chiave metafisica il darwinismo, il filosofo-guerriero che elabora l’ideologia aggressiva della nuova Germania; per poi, dopo il crollo del II Reich e agli esordi della Repubblica di Weimar, ripresentarsi come l’improbabile teorico di un “socialismo spirituale” che ha il compito di integrare in chiave subalterna la classe operaia e di rinsaldare la compattezza della nazione, preparando le condizioni per una rivincita militare che diventerà il cavallo di battaglia del nazismo.
Tre diverse letture di Nietzsche emergono dunque da tre diversi momenti della storia europea. E sollecitano un percorso evolutivo del liberalismo conservatore che dalla reazione aristocratica tardo-ottocentesca verso la società di massa e verso la democrazia condurrà, nel Novecento, alla Rivoluzione conservatrice e alla sua pretesa di fondere destra e sinistra e di padroneggiare in chiave reazionaria la modernità e le masse, il progresso e la tecnica.

1) Stefano G. Azzarà: Friedrich Nietzsche dal radicalismo aristocratico alla Rivoluzione conservatrice. Quattro saggi di Arthur Moeller van den Bruck, Castelvecchi (solo il saggio su Nietzsche e Moeller; escludere la traduzione dei saggi di Moeller).

2) Stefano G. Azzarà: Un Nietzsche italiano. Gianni Vattimo e le avventure dell’oltreuomo rivoluzionario, Manifestolibri (escluse introduzione e appendice).

3) D. Losurdo: Nietzsche il ribelle aristocratico, Bollati Boringhieri, nuova edizione rivista e ampliata (le prime 400 pp. per il nuovo ordinamento, le prime 200 per il vecchio).


4) F. Nietzsche: Genealogia della morale, Adelphi.


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2014-2015



I semestre
Storia della filosofia politica per Scienze dell'Educazione
Lotta di classe, crisi della democrazia e postmodernismo filosofico
Possiamo ancora parlare di democrazia in Italia? Mutamenti imponenti hanno svuotato gli strumenti della partecipazione popolare, favorendo una forma neobonapartistica e ipermediatica di potere carismatico e spingendo molti cittadini nel limbo dell’astensionismo o nell’imbuto di una protesta rabbiosa e inefficace. Al tempo stesso, in nome dell’emergenza economica permanente e della governabilità, gli spazi di riflessione pubblica e confronto sono stati sacrificati al primato di un decisionismo improvvisato.
Dietro questi cambiamenti c’è però un più corposo processo materiale che dalla fine degli anni Settanta ha minato le fondamenta stesse della democrazia: il riequilibrio dei rapporti di forza tra le classi sociali, che nel dopoguerra aveva consentito la costruzione del Welfare, ha lasciato il campo ad una riscossa dei ceti proprietari che nel nostro paese come in tutto l’Occidente ha portato ad una redistribuzione verso l’alto della ricchezza nazionale, alla frantumazione e precarizzione del lavoro, allo smantellamento dei diritti economici e sociali dei più deboli. Intanto, nell’alveo del neoliberalismo trionfante, si diffondeva un clima culturale dai tratti marcatamente individualistici e competitivi. Mentre dalle arti figurative alla filosofia, dalla storia alle scienze umane, il postmodernismo dilagava, delegittimando i fondamenti e i valori della modernità – la ragione, l’eguaglianza, la trasformazione del reale… - e rendendo impraticabile ogni progetto di emancipazione consapevole, collettiva e organizzata.



Lezioni: lun h. 10-11 aula Lacorte D2 / mart h. 14-15 aula Lacorte D2 / merc h. 11-13 aula Lacorte D2


Testi di studio:

1) Stefano G. Azzarà: Democrazia cercasi. Dalla caduta del Muro a Renzi: sconfitta e mutazione della sinistra, bonapartismo postmoderno e impotenza della filosofia in Italia, Imprimatur Editore, Reggio Emilia 2014 (tranne introduzione e conclusioni).

2) Jan Rehmann: I nietzscheani di sinistra, Odradek (prefazione, introduzione, parti I e III).

3) D. Losurdo: La lotta di classe. Una storia politica e filosofica, Laterza (fino al cap. VII compreso).

4) Emiliano Alessandroni: Ideologia e strutture letterarie, Aracne Editrice, in corso di pubblicazione (Parte prima: cap. 1 da 1.1 a 1.4, cap. 2 tutto, cap. 3.2 e 3.3, cap. 4.4 e 4.5; Parte seconda: cap. 3.1).

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> I semestre
Storia moderna per Formazione primaria
La fine dell'età moderna e l'avvento dell'epoca delle masse: dalla reazione aristocratica alla Rivoluzione conservatrice
È la stessa cosa leggere Nietzsche alla fine dell’Ottocento, quando è ancora vivo il ricordo della Comune di Parigi e i ceti dirigenti tedeschi tremano di fronte all’avanzata socialista, e leggerlo qualche anno dopo, quando le ambizioni di una Germania baldanzosa e in impetuosa crescita spostano l’attenzione dalla lotta di classe interna al conflitto esterno latente con le altre potenze continentali? Ed è la stessa cosa, infine, leggerlo nel 1919, quando una sconfitta disastrosa e un cambiamento rivoluzionario di regime hanno mostrato quanto fosse fragile l’unità del paese?
Arthur Moeller van den Bruck è il padre della Rivoluzione conservatrice tedesca e le sue tesi anticipano molte posizioni di autori come Spengler, Heidegger o Jünger. Nel suo sguardo, il Nietzsche artista e profeta, il genio avanguardistico che presagisce la nuova cultura europea in gestazione ma che nel suo desiderio snobistico di distinzione condanna se stesso a decadere con la propria epoca, rinasce alla svolta del secolo come l’intellettuale che trasvaluta in chiave metafisica il darwinismo, il filosofo-guerriero che elabora l’ideologia aggressiva della nuova Germania; per poi, dopo il crollo del II Reich e agli esordi della Repubblica di Weimar, ripresentarsi come l’improbabile teorico di un “socialismo spirituale” che ha il compito di integrare in chiave subalterna la classe operaia e di rinsaldare la compattezza della nazione, preparando le condizioni per una rivincita militare che diventerà il cavallo di battaglia del nazismo.Tre diverse letture di Nietzsche emergono dunque da tre diversi momenti della storia europea. E sollecitano un percorso evolutivo del liberalismo conservatore che dalla reazione aristocratica tardo-ottocentesca verso la società di massa e verso la democrazia condurrà, nel Novecento, alla Rivoluzione conservatrice e alla sua pretesa di fondere destra e sinistra e di padroneggiare in chiave reazionaria la modernità e le masse, il progresso e la tecnica.

Lezioni: lun h. 11-13 aula Lacorte D2 / mart h. 10-11 (seminario) e 11-13 aula Lacorte D2



ATTENZIONE!
Gli studenti del vecchio ordinamento dovranno seguire solo le prime 30 ore del corso, su un totale di 48.

Testi di studio: 
Stefano G. Azzarà: Friedrich Nietzsche dal radicalismo aristocratico alla Rivoluzione conservatrice. Quattro saggi di Arthur Moeller van den Bruck, Castelvecchi, Roma 2014 (solo il saggio su Nietzsche e Moeller; escludere la traduzione dei saggi di Moeller).

Stefano G. Azzarà: Un Nietzsche italiano. Gianni Vattimo e le avventure dell'oltreuomo rivoluzionario, Manifestolibri (fino al cap. ???).

D. Losurdo: Nietzsche il ribelle aristocratico, Bollati Boringhieri, nuova edizione rivista e ampliata (le prime 400 pp. per il nuovo ordinamento, le prime 200 per il vecchio).

F. Nietzsche: La nascita della tragedia, Adelphi (le parti da studiare verranno indicate nei primi giorni di lezione).


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2013-2014




> I semestre
Storia della filosofia politica per Scienze dell'Educazione
Ermeneutica, “nuovo realismo” e trasformazione della realtà: dal riflusso postmoderno alla necessità del conflitto politico-sociale
La lunga stagione postmoderna ha fatto da controcanto filosofico e culturale al ciclo neoliberale che ha smantellato la democrazia moderna in Occidente. L’indebolimento del postmodernismo e dell’ermeneutica e il riemergere di nuove tendenze realiste non sembrano tuttavia garantire nessuna restaurazione dell’”età dell’oro” successiva alla Seconda guerra mondiale né di ordinamenti autenticamente democratici. La crisi economico-sociale in corso richiede semmai la riapertura di una riflessione sul conflitto politico, le sue forme, le soggettività che esso chiama in causa.

Lezioni: mart h. 11-13 aula grande Dipartimento / merc h. 11-12 aula D2 Palazzo Albani / giov h. 11-12 aula D2 Palazzo Albani 

Testi di studio:



1) Stefano G. Azzarà: Ermeneutica, «Nuovo Realismo» e trasformazione della realtà. Una radicalizzazione incompiuta per la filosofia italiana, “Rivista di Estetica”, numero 53/2013, pp. 197-234.

2) Stefano G. Azzarà: Un Nietzsche italiano. Gianni Vattimo e le avventure dell’oltreuomo rivoluzionario, Manifestolibri, Roma 2011, seconda ed. 2013, pp. 7-199.

3) Gianni Vattimo: Della realtà. Fini della filosofia, Garzanti, Milano 2012, pp. 9-227.

4) Maurizio Ferraris: Manifesto del Nuovo Realismo, Laterza, Roma-Bari 2012, pp. 2-112

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> I semestre

Storia moderna per Formazione primaria
Ascesa e declino della democrazia moderna
Il corso si propone di ricostruire l’ascesa della democrazia moderna tra XIX e XX secolo e la sua crisi. Se la tradizione liberale attribuisce a se stessa la promozione dello sviluppo democratico in Occidente, un'analisi storica consente di sfatare questo mito. I processi di democratizzazione sono in realtà l'esito di un complesso conflitto tra posizioni politico-culturali che ha avuto un andamento non lineare e che è tuttora in corso.


Lezioni: lun h. 11-13 aula grande Dipartimento / mart h. 10-11 aula grande Dipartimento


Testi di studio:

1) D. Losurdo, Democrazia o bonapartismo, Bollati Boringhieri, Torino
, pp. 11-316
 
2) D. Losurdo, La lotta di classe, Laterza, Roma-Bari 2013, pp. 3-364

3) Crisi della cultura di massa, postmodernismo e necessità della menzogna, "Marxismo Oggi", n° 3/2011, pp. 71-143.


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2012-2013



> I semestre

Storia della filosofia politica per Scienze dell'Educazione
Il nietzscheanesimo politico-culturale nella Rivoluzione conservatrice e nel postmodernismo
Il corso si propone di indagare i diversi usi del nietzscheanesimo politico nel corso del Novecento. Nella Rivoluzione conservatrice degli anni Venti e nel postmodernismo di fine secolo, Nietzsche diventa punto di riferimento per forme di socializzazione e per progetti politico-culturali in apparenza molto diversi ma caratterizzati da problematiche profonde comuni.

Testi di studio (le parti da studiare verranno indicate durante le prime lezioni):

1) Domenico Losurdo, Nietzsche, il ribelle aristocratico, Bollati Boringhieri (fino a p. 398).

2) Stefano G. Azzarà, L'imperialismo dei diritti universali: Arthur Moeller van den Bruck, la Rivoluzione conservatrice e il destino dell'Europa, La Città del Sole, Napoli 2011 (esclusa la traduzione del testo di Moeller).
3) Stefano G. Azzarà, Un Nietzsche italiano. Gianni Vattimo e le avventure dell'oltreuomo rivoluzionario, Manifestolibri, Roma 2011 (escluso il cap. su "Il ritorno della storia" e l'intervista in appendice).
4) Stefano G. Azzarà, Ermeneutica, «Nuovo Realismo» e trasformazione della realtà. Una radicalizzazione incompiuta per la filosofia italiana, "Rivista di Estetica", in corso di pubblicazione.
5) Friedrich Nietzsche, La nascita della tragediaAdelphi, Milano.

> I semestre
Storia moderna per Formazione primaria

Liberalismo, socialismo e democrazia

Il corso si propone di ricostruire la tormentata storia della democrazia moderna, con particolare riferimento al XIX secolo. Se la tradizione liberale attribuisce a se stessa la promozione dello sviluppo democratico in Occidente, un'analisi storica consente di sfatare questo mito. I processi di democratizzazione sono in realtà l'esito di un complesso conflitto tra posizioni politico-culturali che ha avuto un andamento non lineare e che è tuttora in corso.

Testi di studio (le parti da studiare verranno indicate durante le prime lezioni):

1) D. Losurdo, Democrazia o bonapartismo, Bollati Boringhieri, Torino (fino a p. 156)
.
2) D. Losurdo, Controstoria del liberalismo, Laterza, Roma-Bari (fino a p. 179).
3) S.G. Azzarà, Crisi della cultura di massa, postmodernismo e necessità della menzogna, "Marxismo Oggi", n° 3/2011, pp. 71-143.
4) K. Marx - F. Engels, Manifesto del partito comunista; K. Marx, Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850; K. Marx, Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte, in una delle diverse edizioni disponibili (scaricabili liberamente anche da internet).


> II semestre
Storia della filosofia per Scienze psicologiche dell'intervento clinico (con Domenico Losurdo)
Che cos'è la lotta di classe? Una storia politica e filosofica


Testi di studio (le parti da studiare verranno indicate durante le prime lezioni):
1) D. Losurdo, Che cos'è la lotta di classe? Una storia politica e filosofica, Laterza, Roma-Bari 2013.
2) D. Losusrdo, La non violenza. Una storia fuori dal mito, Laterza, Roma-Bari 2010.
3) S.G. Azzarà,  Un Nietzsche italiano. Gianni Vattimo e le avventure dell'oltreuomo rivoluzionario, Manifestolibri, Roma 2011.  


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2011-2012



> I semestre

Storia della filosofia per Scienze dell'Educazione nuovo corso
Liberalismo, Rivoluzione conservatrice, postmodernismo


> I semestre

Storia moderna per Formazione primaria
Moderno, antimoderno, postmoderno


> II Semestre

Sociologia dei processi culturali per Formazione primaria
Il nietzscheanesimo politico-culturale nella Rivoluzione conservatrice e nel postmodernismo



2010-2011: agitazione dei ricercatori contro il DDL Gelmini e rinuncia ad incarichi di insegnamento